Google oggi ha presentato una sorta di social network integrato in gmail. Il prodotto in questione è stato denominato Google Buzz e consente di condividere foto, video, link, messaggi e, in generale, qualsiasi altra cosa si voglia rendere pubblica. Il materiale condiviso può essere reso visibile a tutti o soltanto a chi si desidera. Buzz può essere collegato a Twitter, Picasa, Flickr o Google Reader in modo da condividere il materiale pubblicato su questi siti direttamente su Buzz.
La nuova creatura di Google è già disponibile anche i dispositivi mobile e consente di condividere messaggi anche con la posizione nella quale ci si trova nonchè cercare altri Buzz nelle vicinanze tramite Google maps.
gMap è un interessante plugin per jQuery che permette di ancorare ad un elemento di una pagina html una mappa di Google Maps. L’utilizzo è come al solito banale, la sintassi è la seguente.
Navigando su codeproject ho trovato un progetto molto interessante. L’autore ha sviluppato un programmino in C# utilizzando Visual Studio 2010 e WPF 4.0 che, grazie al supporto nativo di Windows 7 al multi touch, permette di essere comandato attraverso il pc in modo veramente banale. Questo il video dimostrativo.
Sul sito è presente il sorgente del progetto (bisogna essere registrati per fare il download).
Il sistema operativo utilizzato nei telefonini Nokia è diventato completamente open source. La notizia era nell’aria da tempo e Nokia non ha fatto altro che anticipare i tempi. La pagina ufficiale contiene informazioni più dettagliate. Sicuramente la mossa di Nokia è stata dettata, anche, dal discreto successo che sta avendo Android, il sistema operativo mobile di Google, nato open source.
Sicuramente questa mossa potrebbe favorire Nokia in quanto, Symbian, di fatto, è uno dei sistemi per i quali gli sviluppatori costruiscono applicazioni (dato l’alto numero di utenti che ne fanno uso), e, il rilascio dei sorgenti, potrebbe invitare smanettoni e hacker di vario genere a metterci le mani sopra e aumentare così le possibilità del sistema.
Neanche Homer ha saputo resistere all’aggeggio Apple, l’iPhone, tanto da utilizzarlo nell’ultimo episodio dei Simpson andato in onda negli USA. Sarà mica come homer l’utente medio dell’iPhone? Boh… il dubbio rimane.
Tempo fa parlai della seconda release di Moonlight, il Silverlight per sistemi Linux. Oggi è stata presentata la preview di Moonlight 3.0, disponibile per il download sia in versione a 32 che 64bit. Questa versione, si legge sul blog di Miguel de Icaza, contiene l’infrastruttura necessaria per sviluppare tutte le features di Silverlight di cui alcune già implementate come il supporto MP4 demuxer, UI Virtualization, aggiornamenti alle API e il supporto al Binding/BindingExpression, altre features sono state implementate già dalla versione 2.0 di Moonlight.
La versione SVN di Moonlight 3.0 contiene il supporto al Pixel shading, che permette di applicare i filtri alle immagini, come quello di Sobel che permette di identificare solo i contorni di una immagine.
Google ha deciso di ricompensare fino a $1337 (notate che 1337 non è per niente casuale) chi troverà bug sul browser Chrome. L’annuncio è stato reso pubblico qualche giorno fa sul blog ufficiale di Chrome. Le regole sono semplici
Google darà $500 per ogni bug trovato, fino ad un massimo di 1337$ per quelli più gravi.
Vengono presi in considerazione tutti i bug di sicurezza, con particolare attenzione a quelli che hanno un impatto più critico
Qualora ci siano segnalazioni identiche, viene presa in considerazione prima segnalazione effettuata.
I bug possono essere cercati in tutte le branche, dalla Stable fino alla Dev, passando per la Beta.
Non sono ammessi bug di terze parti (ad esempio bug presenti nelle estensioni, e non facenti parte direttamente del sorgente di Chrome)
C’è una giuria che giudica l’attendibilità dei bug, in caso di vincita si può rimanere anonimi.
A volte può tornare utile chiamare velocemente, e direttamente, un metodo lato server tramite Ajax che faccia qualsiasi cosa. Con ASP.NET si può definire all’interno della classe un metodo statico firmato come WebMethod che permette di essere richiamato direttamente dall’esterno tramite una chiamata Ajax.
Ad esempio, prendiamo in considerazione questo metodo
[WebMethod] publicstaticint Sum(int a, int b) { return a + b; }
Come vedete, sopra la dichiarazione del metodo c’è la dicitura [WebMethod] esso è statico e pubblico. Si può richiamarlo facilmente attraverso Ajax, ad esempio, utilizzando jQuery, in questo modo.
Proprio ieri ho parlato del tablet Apple, l’iPad. Ripensandoci a mente fresca mi chiedo a cosa serva veramente questo nuovo dispositivo. Cos’ha di veramente rivoluzionario questo iPad? Io dieri niente, è semplicemente l’iPhone, o meglio, l’iPod Touch – visto che non può chiamare – notevolmente più grande, senza contare che i tablet PC esistono da una vita e Apple non ha inventato niente.
A mio avviso sostanzialmente si tratta di un dispositivo a metà tra un netbook e un telefono, con i difetti dell’uno e dell’altro. Innanzitutto non può chiamare, non ha una videocamera, non ha l’attacco per le cuffie, il sistema non è multitasking, mancano le prese USB (a meno che non le compri a parte, spendendo soldi), manca il lettore per le schede SD, la batteria è siggillata dentro al dispositivo (come nell’iPhone), puoi installare soltanto software certificato da Apple, non supporta Flash e il prezzo è veramente esoso.
Se ne è parlato molto in questi ultimi mesi di quello che sarebbe stato il futuro tabletApple. I rumors si sono sprecati, ma, alla fine, il giorno del giudizio è arrivato. Steve Jobs ha presentato il tablet Apple, l’iPad. Il design non ha niente di speciale, sembra soltanto un iPhone un pò più grande, ma sicuramente i fanatici lo troveranno irresistibile.
Venendo al sodo, l’iPad è dotato di uno schermo multi touch da 9.7 pollici, un processore da 1Ghz e una memoria flash da 16 o 64 GB. Sul piano della connettività l’iPad è ha a disposizione Bluetooth 2.1 e Wi-Fi 802.11 n. E’ inoltre disponibile un microfono, l’altoparlante, accelerometro e bussola.
Google ha da poco reso disponibile la versione stabile di Google Chrome, arrivata ormai alla quarta edizione. La novità sostanziale di questa versione sta nelle estensioni. Infatti, Chrome, come Firefox, da questa versione, permette di installare delle estensioni per aggiungere funzionalità al browser. Le estensioni per Chrome sono disponibile nel sito ufficiale e pronte al download.
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